IL LECCE RESTA IN SERIE A. DE CANIO: "GRAZIE A TUTTI"
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E' una “salvezza” incredibile quella raggiunta dal Lecce. Una gioia indicibile.
La società giallorossa era tornata in B nel maggio 2009 salutando con un “arrivederci” che portava lontano nel tempo. Il bilancio da risanare non lasciava spazio a facili illusioni. Non come altre volte. Invece, pur tra tante difficoltà, il Lecce di De Canio ha vinto il campionato di B arrivando primo. Mai accaduto nella storia centenaria del calcio leccese.
Un ritorno in A dopo 12 mesi che non consentiva voli pindarici. E i motivi erano sempre uguali: il bilancio. Nelle casse della società intanto il tintinnio di pochi spiccioli risuonava come la condanna ad una stagione di sofferenza. Non una previsione, ma una cruda realtà. Oggi il traguardo raggiunto rende tutti fieri di questa squadra. “Quando fanno complimenti al mio amministratore delegato per aver chiuso l'esercizio di bilancio in parità mi sento tremendamente orgoglioso”.
La società giallorossa anche in serie A ha scelto di intraprendere una via tutta nuova (sebbene non priva di difficoltà): disegnare le strategie di mercato senza l'ausilio di un direttore sportivo, figura predominante (chissà per quanto ancora) nel calcio italiano.
Il Lecce ha smentito tutto e tutti, anche coloro che avevano additato la squadra giallorossa come la principale candidata al ritorno in serie B. E De Canio il primo allenatore ad abbandonare la scena della serie A. Qui la società giallorossa ha vinto due volte: è stata premiata la scelta di confermare il tecnico anche dopo diverse frizioni createsi durante la stagione, fratture ricomposte grazie pure e soprattutto all'intervento del patron Giovanni Semeraro, regista dietro le quinte. La dedica del tecnico non è casuale. “Il mio ringraziamento non puà che andare alla persona che mi ha fortemente voluto a Lecce, il patron Giovanni Semeraro”.
E' la vittoria dei tifosi che hanno sempre manifestato con compostezza, civilmente, anche alzando i toni, il loro attaccamento per i colori giallorossi.
E' la salvezza degli Ultras, i quali coerenti fino in fondo con la loro avversione alla tessera del tifoso hanno vissuto minuto per minuto il derby contro il Bari nel piazzale Attilio Adamo del Via del mare. “I tifosi – afferma de Canio -, mi hanno sempre stimato e rispettato. Mai avvertito scetticismo intorno a me, anche nei momenti di maggiore difficoltà abbiamo sempre potuto lavorare con serenità”.
La dedica del tecnico a tutti i calciatori. “Ringrazio i calciatori che mi hanno seguito e sopportato anche quando non sono stato tenero con loro”, ha sottolineato il tecnico giallorosso.
Una salvezza che resterà alla storia anche perchà arrivata nella partita pià importante della stagione, dal valore assoluto per motivi campanilistici, quella contro il Bari. Una sfida che la squadra giallorossa ha giocato in maniera giudiziosa, tenendo a bada un Bari poco convinto, ma minaccioso a pià riprese.
Una partita dal passo ritmato, diverso nel secondo tempo quando il Lecce ha preso pià coraggio colpendo due volte con Jeda. Già proprio lui che entra di diritto nella storia giallorossa soprattutto per queste due reti. L'attaccante brasiliano arrivato pochi minuti prima della chiusura del calciomercato estivo firma la salvezza a novanta giri dalla conclusione del campionato.
Oggi non importa se il Lecce era considerata la cenerentola di serie A. Per i tifosi giallorossi e per il grande Salento è una bella favola. Da raccontare, orgogliosamente, a tutta l'Italia.
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Trnews.it
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