La voce del patron
|
Centonovantun giorni dopo l'annuncio della messa in vendita della società e l'inizio di una "autogestione" che ha sostituito l'entusiasmo della salvezza appena raggiunta con la desolazione dell'ultimo posto in classifica, il patron Giovanni Semeraro è tornato a far sentire con forza la sua voce.
Ma le sue parole - registrate da Michele Pennetti sul Corriere del Mezzogiorno - non hanno davvero fatto piacere a nessuno: certo non a Di Francesco, di fatto sfiduciato e accusato di non aver dato personalità alla squadra, ma nemmeno a Osti e Cipollini, chiamati a "spiegare" i pessimi risultati e a "decidere" i rimedi più efficaci. Nemmeno a preparatori e medici, sotto inchiesta per il gran numero di infortuni che sta falcidiando la rosa, nè ai calciatori stessi, senza combattività e voglia di vincere, forse "per l’eccessiva presenza" di prestiti. Neppure il precedente allenatore è stato risparmiato, visto che il "capotico" addio di De Canio è da imputarsi - sempre secondo Semeraro - al carattere "assai permaloso" del tecnico materano.
Soprattutto, però, le parole di Giovanni Semeraro non hanno fatto piacere ai tifosi del Lecce, tutt'altro che rassicurati dall'evidenza con cui il patron finisce continuamente per contraddire i suoi dirigenti e addirittura se stesso. Basti pensare alla sorte del povero Di Francesco: appena ieri Osti gli aveva confermato la propria fiducia, ma oggi è stato praticamente scaricato dal patron, che non ha "ragioni sufficienti per continuare a credere in lui" e ha addirittura già definito le modalità della sua sostituzione: visto che la proprietà non vuole più "vivere il calcio in prima persona" nè "imporre niente" ai dirigenti, a "decidere" saranno Osti e Cipollini; certo, visto che alla proprietà non si può negare il "diritto di sapere", la loro "decisione" Osti e Cipollini la dovranno poi "proporre" ai Semeraro, che diranno "sì o no". Chiarissimo.
Ma le responsabilità del duo Osti-Cipollini non si esauriscono qui: visto che la famiglia Semeraro ha deciso di "uscire dal management" della società, devono essere i due "responsabili" a trovare le soluzioni per superare le attuali difficoltà, ovviamente "a condizione che si rientri nel budget". E salvo poi sentirsi rinfacciare che "l’eccessiva presenza di calciatori in prestito" conduce ad avere una squadra "povera di mentalità"...
Come se non bastassero i problemi di stretta attualità, Semeraro senior è anche andato a rivangare un passato ancora ricco di strascichi polemici, lamentandosi delle dimissioni "inaspettate" di Gigi De Canio. Eppure non è affatto sorprendente che l'allenatore designato per portare avanti un "progetto" di crescita pluriennale abbandoni una proprietà che decide di uscire da "un mondo che ti drena risorse fisiche, intellettuali e finanziarie, spedendo un segnale forte: 'vendiamo e ce ne andiamo'".
Tuttavia a preoccupare maggiormente i tifosi del Lecce non sono i rancori di Semeraro verso il vecchio allenatore, nè le sue incomprensioni con l'amministratore delegato o il direttore sportivo. Quello che davvero fa male è il contrasto tra i propositi di un patron che a parole - e forse anche sinceramente - intende difendere "una sua proprietà" e fare "tutto quanto è possibile affinché conservi la sua ubicazione nel massimo campionato", e l'evidenza di una società in liquidazione ma senza compratori, che è arrivata a fare cassa svendendo i suoi uomini più rappresentativi e a sostituirli con calciatori in prestito, mentre cercava improbabili plusvalenze investendo su chi aveva già rinnegato i colori giallorossi. (p.v.) |
|
wlecce.it
|
|
|
|
 | Lecce | 0-0 | Bologna |  |
 | Atalanta | 0-0 | Lecce |  |
 | Lecce | 4-1 | Siena |  |
 | Cagliari | 15:00 | Lecce |  |
 | Lecce | 15:00 | Genoa |  |
 | Milan | 15:00 | Lecce |  |
|
|
|