Lecce, festeggiamenti con pulmann scoperto
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La festa giallorossa per il ritorno in A comincia non appena l'arbitro Rocchi decreta la fine. I giocatori sul manto erboso cominciano ad inseguirsi e a rovesciarsi addosso bottiglie d'acqua. Sugli spalti è un tripudio di bandiere e sciarpe giallorosse, mentre ci si affanna ad allestire in gran fretta la cerimonia di premiazione. C'è da consegnare la coppa alla prima classificata, che da lì a poco il presidente della Lega Maurizio Beretta darà nelle mani di capitan Giacomazzi. Il boato che accompagna l'alzata della coppa è da brividi, con due 'bocchettonì che sparano in aria una moltitudine di coriandoli gialli e rossi. Poi via alla festa non ufficiale. Dal Via del Mare parte il pullman scoperto, già pronto e poi rimandato indietro nell'infausta gara contro il Cesena. I giocatori vi salgono: c'è chi, come Marilungo, sfoggia una coloratissima capigliatura rigorosamente giallorossa. Insieme con i giocatori, il mister De Canio e tutto il suo staff, il presidente Semararo con i suoi più stretti collaboratori. La 'famiglià del Lecce si avvia verso il centro della città, pronta a percorrere le vie barocche per ricevere l'abbraccio dei tifosi. Parallelamente i tifosi abbandonano gli spalti e si avviano in caroselli festanti in direzione piazza S. Oronzo, per unirsi a quelli che hanno preferito attendere la festa in centro: in una sorta di simbiosi ideale tra stadio e cuore della città. L'anfiteatro romano viene invaso da un migliaio di tifosi che, con striscioni, bandiere e sciarpe riproducono fedelmente la curva nord del Via del Mare. Contemporaneamente un altro angolo di Lecce è fatto oggetto di festeggiamenti, con il bagno propiziatorio nella fontana di Piazza Mazzini, rimessa rigorosamente a nuovo dal sindaco Paolo Perrone. I soliti caroselli in auto e moto per le vie cittadine, con gli esercizi commerciali che mettono in bella mostra le loro vetrine con il giallo e con il rosso per il concorso indetto dal Comune. Lecce ha atteso l'evento della promozione in una scaramantica calma, giudicata da più di qualcuno persino eccessiva e vista quasi come freddezza, forse abitudine a certi appuntamenti: la sconfitta contro il Cesena prima, il pareggio di Vicenza poi avevano messo tutti in allarme. Il resto è storia recente: la promozione odierna ha trasformato un'afosa domenica pomeriggio in una baraonda festaiola, al termine di un campionato sospeso sul filo di un'apprensione continua e logorante.
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Tuttob.com
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