Rimpianti ed enigmi
|
Era prevedibile che il Lecce tornasse da San Siro a mani vuote: l'entusiasmo per il superamento del turno in Champions League e la possibilità di avvicinarsi in classifica al Milan sconfitto a Palermo lasciavano poche speranze di trovare un avversario scarico o demotivato. Meno prevedibile, e non del tutto comprensibile, è invece il modo in cui è arrivata la sconfitta, frutto di una partita spezzata nettamente in due dal gol di Pazzini.
Il Lecce fino a quel momento aveva convinto: il 4-5-1 schierato da De Canio, come nelle ultime occasioni contro le "grandi", rende la vita difficile anche all'Inter. I nerazzurri in tutto il primo tempo riescono a farsi vivi dalle parti di Rosati solo con una incursione di Pazzini e un paio di conclusioni di Snejider; per contro il Lecce, dopo aver preso le misure ai padroni di casa, riesce spesso a rubare palla al centrocampo dell'Inter - sempre più disorientato col passare dei minuti - e a proporsi con disinvoltura (ma poca concretezza) in avanti. Lo 0-0 con cui si va al riposo è un risultato prezioso, ma che forse sta anche stretto al Lecce.
Sul piano del gioco il secondo tempo non pare aprirsi in maniera sostanzialmente diversa, ma a fare la differenza sarà l'estro di Pazzini: la prima vera occasione per l'Inter è il colpo di testa con il quale l'ex-sampdoriano, isolatosi con troppa facilità al centro dell'area di rigore, chiama Rosati a un pregevole intervento. La seconda - che sarà anche l'ultima, ma purtroppo fatale - cade pochi secondi dopo, al 7' della ripresa, e vede ancora protagonista il "Pazzo": l'attaccante nerazzurro fa fuori Ferrario con un avventuroso stop di petto, si presenta davanti a Rosati e lo fa secco con una problematica ma efficace conclusione di destro.
Da questo momento in poi il bel Lecce visto nel primo tempo sarà solo un triste ricordo. O meglio: il Lecce dopo il gol di Pazzini sarà esattamente lo stesso del primo tempo. Con la differenza che l'Inter non ha più nessuna esigenza di attaccare, nè tantomeno di affrettare i tempi, mentre il Lecce continua ad aspettare nella propria metà campo un avversario che non fa altro che far girare la palla e nasconderla con disinvoltura agli ospiti. Servirebbero idee nuove o almeno forze fresche, ma De Canio non la pensa così e fa passare più di mezz'ora prima di decidere un cambio: è ormai l'83' quando Jeda rileva l'affaticato Giacomazzi e il Lecce ha il tempo di costruire una sola azione da gol, con una bella incursione di Olivera conclusa da Bertolacci che non riesce però a sorprendere Julio Cesar.
A rendere ancor più enigmatico il secondo tempo del Lecce, arrivano due sostituzioni a tempo scaduto: nei tre minuti di recupero - quando Leonardo decide di guadagnare qualche secondo concedendo la passerella a Eto'o - De Canio butta nella mischia Piatti e Donati. Così, dopo la partita, i magazzinieri del Lecce devono lavare anche le maglie numero 2 e 19: per fortuna non sono nè sporche nè sudate e ci sono a disposizione due settimane prima che vengano riutilizzate. Durante le quali bisogna sperare che l'Udinese dimentichi di essere l'ira di Dio che sta terrorizzando l'intera penisola in quest'ultima fase del campionato. |
|
wlecce.it
|
|
|
|
| Juventus |
84
|
| Milan |
80
|
| Udinese |
64
|
| Lazio |
62
|
| Napoli |
61
|
| Inter |
58
|
| Roma |
56
|
| Parma |
56
|
| Bologna |
51
|
| Chievo Verona |
49
|
|
| Catania |
48
|
| Atalanta |
46
|
| Fiorentina |
46
|
| Siena |
44
|
| Cagliari |
43
|
| Palermo |
43
|
| Genoa |
42
|
| Lecce |
36
|
| Novara |
32
|
| Cesena |
22
|
|
|
|
|
 | Lazio | 1-1 | Lecce |  |
 | Lecce | 0-2 | Napoli |  |
 | Lecce | 1-2 | Parma |  |
 | Juventus | 1-1 | Lecce |  |
 | Lecce | 0-1 | Fiorentina |  |
 | ChievoVerona | 1-0 | Lecce |  |
|
|
|